Almanacco

Un mondo a misura d’ape: intervista a Michele

20 Maggio 2021
Leggi tutto l'articolo

Le api e l’apicoltura possono essere un lavoro, una passione o entrambe le cose, ma a volte questo hobby cambia totalmente lo stile di vita e il modo di vedere il mondo che ci circonda. Scopriamo come tutto ciò può accadere con l’esperto del giorno!

Pronti a scoprire tutti i dettagli di questa professione? Andiamo!

La parola a Michele: tutto sul mondo dell’apicoltura

Pronti a scoprire cosa significa essere un apicoltore? Diamo la parola a Michele, che da vero esperto ha risposto a ogni nostra curiosità.

Ecco il botta e risposta:

  • Ciao! Direi di cominciare questa intervista con un classico: perché non ci racconti chi sei e come sei entrato nel mondo dell’apicoltura?

Ciao, sono Michele e vivo a Coredo, in Val di Non. Da 10 anni porto avanti le mie api, le accompagno nella loro vita, transitando nei territori attorno a noi. Ho iniziato per curiosità, perché un amico aveva delle arnie lasciate a loro stesse, non avendo tempo per prendersene cura. Così ho deciso di accudirle io stesso e da allora ho iniziato a scoprire un mondo che ogni giorno mi stupisce sempre più, regalandomi continui stimoli.

foto michele 4

  • Raccontaci un po’ questo mondo, in particolare cosa ti piace delle api e del convivere con loro?

Cosa mi piace del mondo delle api? Che sono animali incredibili! La cosa più stupefacente è che riescono a vivere nella loro stabilità e nelle loro certezze e, allo stesso tempo, scoprire ogni giorno aspetti nuovi del territorio che le circonda. La meraviglia è che le api riescono a donare e ricevere costantemente dalla natura, utilizzando l’ambiente esterno come uno strumento di sviluppo e di crescita.

  • Ormai ti sarai fatto anche un’idea di cosa piace a queste nostre amiche impollinatrici. Secondo te il nostro territorio è un posto dove vivono bene? Com’è il rapporto con la frutticoltura?

Qui in valle abbiamo dei boschi meravigliosi e, per 8 mesi all’anno, le nostre api vivono in questa splendida natura incontaminata, rimanendo nelle zone più soleggiate d’inverno e trovando numerosi stimoli durante l’estate. Con l’arrivo della fioritura del melo le api si donano al 100% e creano con le piante una logica di scambio. Non ci potrebbe essere frutto se non ci fosse l’ape a favorire lo spostamento del polline di fiore in fiore e, proprio grazie all’incontro dei pollini del melo con i fiori, ecco che la pianta riesce a donarci frutti di ottima qualità. Allo stesso tempo, l’ape porta a casa una goccia dell’essenza della pianta, di linfa zuccherina, per trasformarla minuziosamente in miele, il nutrimento per l’alveare e dono per noi apicoltori. Una volta immagazzinato cibo in abbondanza, infatti, ci offrono il loro esubero che rappresenta per noi apicoltori un’occasione di profitto. La soddisfazione più grande è vedere che le api stanno bene, per questo l’obiettivo principale è cercare di farle vivere in un ambiente che sia il più adatto possibile per loro, cercando di individuare le sfumature più stimolanti al loro sviluppo e crescita. Il vantaggio è nostro, ma anche della vita delle famiglie e della natura che loro incontrano.

foto michele 7

Tag
apiapicoltorearnieintervistamelindasostenibilitàTrentinoval di non