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Storie della Val di Non: il dirado manuale delle mele

2 Luglio 2020
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Il lavoro in Val di Non non si ferma mai. Siete abituati ad ammirare le immagini della raccolta dei nostri frutti: mele perfette portate in palmo di mano dai nostri agricoltori. A loro il merito di fare arrivare sulle vostre tavole così belle e genuine.

Ma dietro il risultato finale, visibile a tutti, c’è davvero tanto altro. C’è il lavoro di ogni giorno dell’anno: potatura, controllo dell’erba, diradamento manuale dei frutticini, concimazione, raccolta e rinnovo degli impianti. E poi si ricomincia in un ciclo continuo di passione, impegno e sacrificio.

 In questo periodo siamo nel bel mezzo del diradamento manuale. In che cosa consiste questa tecnica? L’abbiamo chiesto a Giovanni Menapace, tra i nostri esperti frutticoltori. Qui la sua storia!

Intervista a Giovanni: diradamento manuale, istruzioni per l’uso!

Oggi scopriamo tutti i segreti del diradamento manuale? Abbiamo intervistato per voi il sig. Giovanni, che da vero esperto ci ha svelato tantissime curiosità. 

Qui il nostro botta e risposta:

  • Ciao Giovanni. Oggi vogliamo parlare di diradamento manuale, una pratica che si conosce ancora poco, come funziona?

Quando si parla di meleti, un posto d’onore spetta al diradamento manuale, un’operazione chiave per ottenere frutti eccellenti. Serve per avere mele più belle e per dare il giusto equilibro vegeto-produttivo alla pianta. Un melo normalmente non può produrre più di 15-18 kg, altrimenti ne risentirebbe la qualità. La pratica viene svolta a mano e dura per circa 30-40 giorni, dove vengono tolte tutte le mele in eccesso con lo scopo di non disperdere l’energia della pianta e ottenere dimensioni maggiori sui frutti rimasti. 

Dirado Manuale Mele

  • Qual è il periodo migliore per diradare i meli?

Il periodo migliore per diradare le meline è generalmente verso giugno e si conclude verso la metà di luglio. Più si lascia crescere il frutto, più il melo spreca risorse per alimentarlo. Per questo occorre selezionare in fretta le meline da togliere, per far maturare meglio le altre. È un lavoro duro che richiede tra le 8 e le 9 ore tutti i giorni (da lunedì al venerdì). 

  • Qual è il segreto per un diradamento perfetto? Svelaci i tuoi trucchi 😉

Ogni pianta è diversa dall’altra, ma per tutti i meli si comincia a diradare dalla base. Osserviamo la quantità di frutti della pianta e con occhio esperto cominciamo a togliere le mele in eccesso. La tecnica è quella di stringere tra pollice e indice il picciolo e con il dito medio si va a staccare il frutto, in modo da lasciare il picciolo sulla pianta. Questo perché solitamente le mele crescono in grappoli di due o di tre e staccando il picciolo si potrebbe andare a rovinare le mele che rimangono sull’albero. Io in media consiglio di avere tra le 80 e le 100 mele per albero.

Dirado Manuale melette

  • Chi ti dà una mano nel lavoro in campagna?

La nostra è un’azienda famigliare, lavoriamo principalmente io e mio padre, ma ci dà una mano tanta manodopera esterna. Oggi si sente tanto parlare dello sfruttamento dei lavoratori stranieri. Sembra scontato dirlo, ma da noi non è così, anzi. Potrei raccontare la storia di Pavel che dal 1998 lavora con noi insieme a quasi tutta la sua famiglia. Al di là delle attività tra i filari, posso dire che si è instaurato un vero e proprio rapporto di amicizia.

Dirado Manuale in campagna

Avete capito adesso perché le mele Melinda sono così buone? Grazie ai frutticoltori come Giovanni che ogni giorno con il loro lavoro in Val di Non se ne prendono cura.

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