Turisti e consumatori condividono da tempo una stessa esigenza: conoscere l’autenticità di ciò che incontrano, sia esso un prodotto o una destinazione. Sapere da dove arriva ciò che mangiamo, scoprire chi lo produce e comprendere il territorio dal quale nasce significa spesso dare un valore diverso anche all’esperienza di acquisto. È in questa direzione che si inserisce il rinnovato MondoMelinda di Segno di Predaia: uno spazio che conserva la sua naturale vocazione commerciale, ma che vuole essere sempre più anche un luogo di accoglienza e di incontro, capace di avvicinare visitatori e consumatori alla realtà della Val di Non e al mondo Melinda. Da qui partono inoltre alcune delle esperienze di visita proposte dal Consorzio e proprio nel negozio avviene spesso il primo contatto con chi arriva in valle. A raccontare questa quotidianità sono Marco Bonani, 43 anni store manager di MondoMelinda e Jessica Elhasa, 23 anni, che lo assiste nella gestione e nelle vendite.

- Marco, Jessica, che cosa è cambiato nel nuovo MondoMelinda?
Marco: «Prima di tutto gli spazi. Il negozio oggi è più moderno, accogliente e permette di presentare meglio sia le mele sia tutta la selezione di prodotti che abbiamo scelto di proporre. Ma quello che non cambia è il rapporto diretto con le persone. Chi entra spesso non cerca soltanto qualcosa da acquistare: vuole conoscere, fare domande, capire quali mele scegliere o scoprire qualcosa in più sui prodotti del territorio.»
Jessica: «Ed è proprio questo l’aspetto che ci piace di più. MondoMelinda è un negozio, naturalmente, ma è anche un luogo nel quale soci, persone della valle e turisti si incontrano. Ogni giorno arrivano visitatori da zone diverse d’Italia e spesso la conversazione nasce proprio davanti a una mela o a un prodotto che non conoscono.»
- Quali sono le domande che vi fanno più spesso?
Jessica: «Le mele incuriosiscono moltissimo. Ci chiedono quali sono le differenze tra le varietà, quale scegliere in base ai gusti, quali sono più dolci o più croccanti, oppure in quale periodo vengono raccolte. Alcuni si stupiscono che ancora sono raccolte tutte a mano. A volte scopriamo che persone che acquistano Melinda da anni non hanno mai avuto occasione di vedere da vicino il territorio nel quale nasce.»
Marco: «E noi siamo sempre molto volentieri a disposizione per raccontare quello che conosciamo. Non serve fare una lezione: spesso basta una chiacchierata, un consiglio o una curiosità per rendere l’acquisto più interessante. È un rapporto molto spontaneo.»
- Il negozio diventa quindi anche una sorta di primo punto di orientamento per chi visita il territorio?
Marco: «Sì, succede spesso. Da MondoMelinda partono anche le visite e quindi molte persone arrivano qui proprio perché vogliono scoprire qualcosa in più. Il negozio diventa naturalmente il punto di incontro iniziale, il luogo nel quale vengono accolte e nel quale magari iniziano già a fare le prime domande.»
Jessica: «È bello perché c’è chi arriva per comprare una cassetta di mele e poi si incuriosisce, chiede informazioni sulle visite o su cosa può vedere. E c’è invece chi arriva per un’esperienza già programmata e, una volta terminata, torna in negozio per acquistare qualcosa da portare a casa. Le due dimensioni si incontrano continuamente.»
- MondoMelinda, però, oggi propone molto più delle sole mele.
Jessica: «Abbiamo cercato di offrire una selezione che rappresentasse bene anche il territorio. Oltre alle diverse varietà di mele ci sono formaggi, salumi, torte, confetture e altre specialità locali. Molti turisti cercano proprio questo: prodotti che permettano loro di portare a casa un ricordo concreto della vacanza.»
Marco: «Anche la cantina è diventata una parte importante della proposta, con Trentodoc, vini bianchi e rossi del territorio. Ma non solo. Il Consorzio ha creduto molto nella valorizzazione delle eccellenze della cooperazione agricola trentina e per questo l’offerta comprende anche prodotti provenienti dalle altre filiere locali. L’idea è fare di MondoMelinda un luogo in cui ritrovare, insieme alle nostre mele, una selezione ampia e rappresentativa delle produzioni di qualità del Trentino.»
- E poi c’è naturalmente l’universo dei prodotti Melinda.
Marco: «Accanto alle mele fresche, disponibili durante tutto l’anno, abbiamo i trasformati prodotti da MelindaLab, come squeeze, mousse, barrette e mele snack. Sono prodotti che incuriosiscono perché consentono di consumare la mela in forme diverse e pratiche, andando incontro anche ai gusti di bambini e ragazzi. E sono particolarmente comodi in viaggio e in vacanza, quando si cerca qualcosa di semplice da portare con sé e consumare in ogni momento.»
Jessica: «Ci sono poi l’abbigliamento firmato Melinda e il merchandising. Anche questi prodotti hanno un loro pubblico: ci sono turisti che cercano un ricordo della visita, ma anche persone del territorio molto legate al marchio.»
- Quanto conta il contatto personale in un punto vendita come questo?
Jessica: «Moltissimo. Credo sia uno degli elementi che fanno la differenza. Le persone apprezzano poter chiedere un consiglio, assaggiare quando possibile, confrontarsi con qualcuno che conosce i prodotti. Noi cerchiamo di dedicare tempo a chi entra, perché ogni visitatore ha esigenze diverse.»
Marco: «C’è chi sa già esattamente cosa vuole e chi invece desidera essere accompagnato nella scelta. Per noi accogliere significa anche questo: ascoltare e provare a raccontare i prodotti in maniera semplice, senza forzature.»
- Se doveste descrivere MondoMelinda a una persona che non ci è mai stata, che cosa le direste?
Marco: «Che è il posto giusto per conoscere e acquistare le mele Melinda e tanti prodotti del territorio, ma soprattutto per chiedere, curiosare e scoprire qualcosa che magari prima non conosceva.»
Jessica: «E che qui troverà sempre qualcuno felice di raccontarle ciò che c’è sugli scaffali. Perché spesso un prodotto diventa più interessante quando si conosce anche un pezzetto della storia che porta con sé.»